IL TRENTO BISSA IL SUCCESSO DEL 2015

Al
termine di una gara ricca di reti e che ha sicuramente divertito il pubblico
presente, il Trento ha la meglio sul Mori S. Stefano e porta a casa la coppa
Italia 2016 grazie ad una magia di Lucena Gonzales, che alla mezzora della
ripresa inventa un tiro al volo dal limite dell’area, sul quale nulla può l’incolpevole
Todesco.

La
partita comincia subito su buoni ritmi: al 6’ Ferrarese prova il morbido
pallonetto, ma Todesco vigila ed alza sopra la traversa. Al 18’ Sceffer dal
limite scalda i guanti di Scali, mentre cinque minuti più tardi è il palo a
negare la gioia del gol a Marchi. Nel momento migliore del Mori S. Stefano, il
Trento sblocca il risultato: cross di Tomasi dalla destra per la testa di
Boldini, che non lascia scampo al portiere lagarino. Poco dopo la mezzora Igor
Dossi pennella una punizione per Deimichei, che spizza all’indietro, ma la
sfera attraversa tutta l’area piccola senza trovare un compagno. Il Trento si
rivede con una punizione di Gattamelata, alto di un metro, mentre Tisi da buona
posizione non inquadra lo specchio della porta. Al 40’ il Mori pareggia i
conti: Deimichei recupera il pallone sulla corsia di sinistra, evita un paio di
avversari e serve in mezzo il liberissimo Simonini, che da due passi non
sbaglia il facile appoggio.

Al
quarto d’ora della ripresa i lagarini si portano in vantaggio: punizione dalla
trequarti destra di Igor Dossi, un giocatori del Mori fa da sponda per
Deimichei, che di testa insacca. La reazione del Trento è immediata: al 17’
Todesco salva su Gattamelata, mentre un giro di lancette più tardi è Casagrande
a firmare la seconda rete aquilotta, con un facile tap-in da distanza
ravvicinata. La gara prosegue su buoni ritmi fino al 26’, quando Deimichei
ferma il pallone con il braccio, ricevendo il secondo giallo e lasciando la sua
squadra in dieci. Passano cento secondi e Lucena Gonzales inventa il gol del
vantaggio, con un formidabile tiro al volo dai venti metri, un bolide imparabile.
Il Mori si butta in attacco alla ricerca del pari, ma il Trento difende con
ordine, così capitan Ferrarese può alzare al cielo la coppa.

Al termine della gara il presidente del Comitato Provinciale Autonomo, Ettore Pellizzari, coadiuvato dal vicepresidente Renzo Rosà, la consigliera Ida Micheletti ed i collaboratori Ivano Facchinelli e Vito Zambonin, ha premiato le due squadre finaliste e la terna arbitrale per la direzione della partita.

MORI S. STEFANO – TRENTO 2-3

RETI: 26’ pt
Boldini (T), 40’ pt Simonini (M), 15’ st Deimichei (M), 18’ st Casagrande (T),
29’ st Lucena Gonzales (T)

MORI S.
STEFANO: Todesco, Dal Fiume (1’ st Cunego), Dossi A., Sceffer, Libera, Pedrotti
(32’ st Scevola), Deimichei, Tisi, Marchi, Simonini (40’ st Nicolodi), Dossi I.
All. Zoller

TRENTO:
Scali, Tomasi, Veronese, Appiah, Casagrande, Gironimi (12’ st Ferraglia),
Boldini, Elia (6’ st Lucena Gonzales), Ferrarese, Gattamelata (21’ st
Marzocchella). All. Manfioletti

ARBITRO: Potrich
di Rovereto (Marchetti di Trento – Luciani di Arco Riva)

NOTE:
Spettatori 300 circa. Espulso al 26’ st Deimichei (M) per somma di ammonizioni.
Ammoniti Deimichei, Dossi A., Libera (M), Gironimi, Casagrande, Veronese,
Ferraglia (T)